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venerdì, gennaio 30, 2004 Aggiornato link Barbapapa.
AAAAARRRRGGGHHHHHHHH
lunedì, dicembre 15, 2003 Una mia lettera a Beppe Severgnini, pubblicata su Italians
Beppe, Italians,
Il presidente della Repubblica ha compiuto 83 anni, e in molti confessano di ammirare, a cotanta veneranda età, la sua «vispezza». La pulce non può che saltare proprio dentro il mio orecchio arrossato dal freddo. Sarà vispo, sarà arzillo, in barba ai suoi 83 lunghi anni, ma tirando le parziali somme del suo operato, non posso e non voglio non notare che in questi ultimi anni una grande macchia l'ha lasciata. Durante il governo di centrodestra, all'approvazione delle non poche leggi «ad personam», non una volta che si sia opposto, non una volta che abbia lasciato almeno il dubbio del «firmo non firmo», ha sempre eseguito il suo compitino senza mai prendere posizioni realmente democratiche, sanza mai contrastare la nostra megamaggioranza. Ci ha provato a parole, sporadicamente, aiutato dal centrosinistra che bacchettava chiunque osasse offendere il capo dello Stato, ignorando che le vittime di tali scelleratezze (leggi, polemiche, insulti e battibecchi vari) fossero e siano le persone comuni: noi. Un capo dello Stato che non fosse «arzillo» o «vispo», ma «forte» e «bravo» avrebbe lasciato correre lo scempio in questa maniera? Avrebbe saputo limitare i danni di questo governo? Si sarebbe opposto agli interessi del Cavaliere e di Fininvest e co.? Se la risposta è no, allora concordo con Berlusconi: via al premierato, il capo dello Stato (la carica, non il povero Ciampi) buttiamolo pure nel cesso e tiriamo la catena.
La barba di Saddam14 dicembre, 4:00 di notte circa ora italiana viene catturato Saddam Hussein, il dittatore clandestino, fuggiasco per quasi 10 mesi, irriconoscibile. Una faida interna ai gradi alti (gli ultimi residui) della gerarchia militare irakena, una soffiata indica 2 probabili nascondigli di Saddam: a Tikrit, sua città natale e annunciata roccaforte, l’irruzione improvvisa in una cantina scavata sotto terra, i peshmerga, la delta force, gas e bombe stordenti non danno il tempo al l’ex dittatore genocida di martirizzarsi, nell’impulso ha provato una breve fuga. La barba lunga e grigia, ha la faccia stravolta, di chi ha vagabondato per mesi, di chi da poco meno di un anno non ha più un rifugio sicuro e ne cambia due o tre al giorno. Il test del dna conferma verso le 11:00 ora italiana la cattura di un Saddam che le immagini ci mostrano quieto, rassegnato, o forse ancora scosso dall’accaduto; Bremer in conferenza stampa dice che collabora, che parla.
Il processoViene portato d’emergenza a Baghdad, ora è già fuori dall’irak.Bush vorrebbe farlo giudicare da un tribunale costituito ad hoc per i crimini dell’ex regime irakeno, tutti giudici arabi, la pena di morte per ora non è concepita, non si esclude che possa essere inserita proprio per l’ex dittatore. Dal mondo si insiste perché sia giudicato dal tribunale internazionale dell’Aja, come per Milosevic a causa delle pulizie etniche in Serbia e Kosovo. E ora?Dalla comunità internazionale tutta questo è concepito come un momento storico: per qualcuno un reale spartiacque per l’imposizione della democrazia in Irak e per la stabilizzazione del Medioriente, per qualcun altro un aspettato atto di giustizia che era solo questione di tempo perché avvenisse.Cosa è certo è che la resistenza irakena che faceva capo a Saddam si spegnerà, ciò non vuol dire la cessazione della guerriglia: ormai per gli Irakeni c’è futuro solo schierandosi con gli Americani, se la guerriglia continuerà avremo la conferma della presenza di una matrice terroristica attiva che non fa capo al popolo irakeno. Le elezioniOrmai l’avversario democratico Dean fa sempre meno paura: Bush può nascondere dietro l’ingombrante cattura di Saddam Hussein il fallimento dell’Iraki freedom, il buco di bilancio multimiliardario, la media di un morto Satunitense al giorno nel Golfo dopo la fine della guerra, un calendario ancora incerto per l’elezione di un governo popolare irakeno, gli orrori di una guerra comandata dai buoni sentimenti di un presidente che ha il sogno generoso di dare un futuro di democrazia e libertà (diciamoli staccati una volta per tutte) a chi possiede la seconda riserva mondiale di petrolio, l’unica a sopravvivere ai prossimi 50 anni insieme a quella Saudita.
giovedì, dicembre 04, 2003 "Gasp!""Gasp!" dice Severgnini sul Corriere. altro che "Gasp!". non sono un'esperto della nostra costituzione, non so dire con certezza che la legge è anticostituzionale, una cosa mi è chiara. La Corte di Cassazione impone che Rete4, il cui proprietario è di famiglia berlusconi, poichè il possesso di 3 reti pubbliche sulle 11 nazionali da parte di un solo proprietario privato non garantisce un effettivo pluralismo televisivo dal 31 dicembre 2003 trasmetta sul satellite. l'alternativa potrebbe essere solo una proposta che modifichi il sistema mediatico italiano così da ridurre l'incisione percentuale delle reti mediaset sul totale dei canali pubblicamente disponibili. lo STATO sceglie la seconda opzione lo STATO per non recare danno all' azienda privata dell' on.berlusconi decide di sconvolgere l'organizzaione dei propri media. altro che "Gasp!". ci vuole un bel "Gulpe!"
mi sono preso 2 mesi di pausa riflessiva.. fra me e voi le cose non andavano più così bene. ora ho deciso di riprovare.
mercoledì, ottobre 08, 2003
lunedì, settembre 29, 2003 piccolo atlante del jihadho iniziato ieri a leggerlo; è introdotto da questo pensiero di vidiadhur naipaul: Non ci sono negoziati possibili con il fanatismo. Bisognerebbe far pagare per tutti i danni provocati. Bisognerebbe esigere dei risarcimenti dall'Arabia Saudita, che è alla testa del mondo islamico. Bisognerebbe far pagare tutti i Paesi che sostentano il terrorismo o dicono che attaccare l'Afghanistan è come attaccare tutti i Paesi musulmani. Bisognerebbe rigirargli l'argomentazione: se c'è un Paese attaccato da terroristi islamici, tutti i Paesi islamici sono responsabili e devono pagare. L'Arabia Saudita, ma anche l'Egitto o l'Algeria, che hanno alimentato il terrorismo. Devono pagare per tutti questi morti, per tutte queste vite spezzate, per tutti questi impieghi perduti, per tutti questi edifici distrutti. Non tocca alle vittime pagare: tocca agli aggressori. Purtroppo succede il contrario. Li si ricompensa. Il Pakistan viene ricompensato. È un'assurdità.. promette un analisi lucida, ben informata, ma tutt'altro che neutrale: di parte, dall'altra parte. mi ispira molto. vi informerò, se vorrete..
domenica, settembre 28, 2003 spettacolare, quant'è bella....
vi soffermate mai a pensarci? no, non è da romanticoni, nemmeno da persone colla testa per aria. da piccolo sognavo di fare l'astronauta soltanto per vederla in questo modo, di notte, gli agglomerati urbani e le loro luci, i deserti e le montagne al buio, ma non senza contadini, tribù, nomadi che senza dubbio sanno godersela meglio di chi vuole illuminarla anche contro la sua volontà. la terra dal satellite
notte 'bianco-nera'roma - ore 3 e 20 minuti, tra i fortunati che avevano deciso di non fare la notte 'bianca' di walter c'ero io. mi fermo dall'arabo sotto casa:"uno shawarma perfav.." zum! buio totale."ma il problema è vostro?", domanda retorica, fuori tutto buio. me ne esco col panino caldo in mano, in strada la vista è schiarita da quella poca luce che la luna proietta sulla scura notte di roma. il portone ha un non so che di dantesco quando lo apro:"lasciate ogni speranza, voi ch'intrate.." è chiaro che voglia burlarsi di me, povero essere umano atterito da 5 piani di scale senza vedere una minchia. puntuale la chiamata di giuppy:"mi sto cagando sotto" e via dicendo... è sempre lui. entro in casa, la cagna che urla come una pazza, mia madre mi parla dal suo sonno e pretende spiegazioni per l'orario, la ignoro: sto al telefono con giuppy, due caschi in mano, un kebab e sono tutto bagnato dalla simpatica pioggia che sembra essersi messa d'accordo colle linee elettriche, ci manca solo che mi metto a parlare coi sonnambuli... la luce del cellulare fa uscire una parte della stanza dal nero della notte, frugo nel cassetto di mia sorella e prendo uno dei tremila accendini che rimangono sempre lì inutilizzati; cerco una candela, la trovo, posso gustarmi il kebab davanti al caro computer in coma profondo da asfissia e fantasticare sulle cause del blackout. la cronaca delle migliaia di persone rimaste per strada a piedi e al buio, di nessuna donna miracolosamente stuprata, delle due linee elettriche che ci collegano alla francia imprevedibilmente e (fatemelo dire) poco credibilmente tranciate insieme sono cronaca del giorno dopo, del tg di mimmo liguoro che mi tira fuori dal torpore del sonno. miracolo! nessun morto e nessuna scena di panico nonostante nella notte binca siano tutti fuori a far baldoria...! e chi l'avrebbe mai detto che gli italiani sarebbero stati bravi come gli yankee?
sabato, settembre 27, 2003 a volte i commenti non servono, parlano i fatti"Confesso, sono io il burattinaio, il puparo di tutta questa vicenda, mi autodenuncio per concorso in calunnia con Paoletti, Marini e Pintus".
giovedì, settembre 25, 2003 ben 2 reti televisive fra le più importanti erano impegnate oggi a trasmettere il matrimonio di emanuele filiberto, erede al (quale?) trono dei savoia.
semplice fascino regale, impregnato più d'ogni altra cosa del nostro passato, pittore di atmosfere ottocentesche alla versailles o propaganda monarchica? sfido io, sono pronto a dimettermi (???) se c'è qualcuno di ragionevolmente intelligente sedotto dall'idea di un revival della monarchia savoiarda. prima del loro arrivo, mille dibattiti, parolacce alle camere; al loro arrivo, disinteressamento totale, i reali del finocchio sbarcano a napoli sottovoce e se ne ritornano a casa ancor più in silenzio. io, per l'informazione, abito dietro piazza della repubblica e, portando a spasso il cane, sono passato di lì: un nodo cruciale del traffico locale romano bloccato, non dalle poche centinaia di impiccioni, scoopisti o fanatici monarchici, ma dal massiccio dispiegamento di forze armate e di 'pizzardoni' (municipali), impegnatissimi a controllare (chi?) una folla radunatasi per caso e curiosità, per paura di cosa? qualcuno non è d'accordo che al (ripeto:quale?) trono vada quel figone di emanuele filiberto? per ora i terreni li ha in concessione zio silvio.
GAZA - Rischiano il licenziamento i ventisette piloti dell'areonautica israeliana che si sono rifiutati di compiere incursioni mirate nei Territori contro i militanti palestinesi. Per loro quelle azioni sono "illegali e immorali"
continua...
Le scorie nucleari non devono essere destinate al riprocessamento perché producono inquinamento, altre scorie, e alimentano gli arsenali nucleari- afferma Domitilla Senni, direttore generale di Greenpeace –dopo Sellafield, dove si trova il mare più radioattivo al mondo, il governo vorrebbe mandare le scorie in Russia, che diverrebbe così la pattumiera atomica mondiale.
continua...
Crimini contro l’umanità, impunibilità per Sharon e Bush srRoma - Ariel Sharon, Gorge Bush senior e Colin Powell non dovranno rispondere di crimini contro l’umanità davanti alla giustizia belga. La Corte di Cassazione di Bruxelles ha infatti rigettato le inchieste a carico del primo ministro israeliano, dell’ex presidente Usa e dell’attuale segretario di Stato americano, precedentemente incriminati in base alla legge che permette di giudicare gli stranieri colpevoli di crimini di guerra e contro l’umanità anche se in altri Paesi del mondo. L’assoluzione è stata resa possibile grazie all’approvazione di alcuni emendamento da parte del parlamento belga secondo i quali per presentare un’accusa la vittima deve ora avere cittadinanza belga o aver risieduto nel Paese per almeno tre anni al momento del crimine. I giudici hanno spiegato oggi che «nessuno dei querelanti aveva la nazionalità belga nel momento in cui l’inchiesta è stata avviata». Il primo ministro israeliano Sharon è stato accusato per il ruolo svolto come ministro della difesa nelle stragi nei campi profughi palestinesi di Sabra e Chatila in Libano, nel 1982, mentre i fascicoli su Bush e Powell riguardano per la guerra del Golfo nel 1991. La lista comprende anche il presidente cubano Fidel Castro, l’ex rais iracheno Saddam Hussein e il leader palestinese Yasser Arafat.fonte: clorofilla.it
israele: esercito può triplicarsi in poche ore(ANSA) - TEL AVIV, 24 SET - Con i suoi 186.500 effettivi l'esercito d'Israele, e' una forza di tutto rispetto, ma in caso di necessita' puo' triplicarsi in poche ore.Tsahal, tra uomini e donne, puo' aumentare grazie alla mobilitazione di 445.000 riservisti, che ogni anno sono richiamati in servizio per circa 40 giorni e nelle unita' combattenti fino ai 43 anni d'eta'. Ai 631.500 militari dell'esercito, dell'aviazione e della marina, secondo i dati del 2002, si sommano poi i 7.650 paramilitari della polizia di frontiera. 2003-09-24 - 18:50:00 dati notevoli, nn c'è dubbio. ma che vuol dire? perchè l'ansa? non è una notizia da 'ultim'ora' e non mi pare nemmeno che sia imminente una guerra vera e propria nei territori.. infine, che c'entra con tutto quello che accade lì oggi?
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e vanno gli uomini a contemplare le cime dei monti, i vasti flutti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri e trascurano sè stessi. |